Recensione Dark Souls Remastered (PS4/XONE/SWITCH/WINDOWS)
 Recensioni   Started by justsasss   2021-04-26 15:55:12 +02:00   Comments: 1    Viewed: 130

  1. justsasss
    justsasss Administrator Staff Member

     
    DARK SOULS REMASTERED
    (PlayStation 4, Xbox One, Switch, Windows)

    GENERE: Action RPG
    PIATTAFORMA: PlayStation 4, Xbox One, Switch, Windows
    DATA DI USCITA: 24 maggio 2018 (6 ottobre 2011)
    SVILUPPATORE: From Software, QLOC, Virtuos
    VOTO: 8


    Pochi giochi come il titolo di questa nuova recensione hanno diviso il pubblico. Dark Souls è così, un gioco che ami alla follia oppure che odi talmente tanto da non volerne sentire parlare. Per alcuni infatti, l’annuncio di questa remastered è stata motivo di giubilo, per altri invece la notizia di un incubo che torna prepotentemente sugli scaffali dei negozi e negli store digitali. Tuttavia, in questa recensione proveremo a convincervi a dargli una possibilità perché, che lo si ami o meno, siamo di fronte ad un’opera mastodontica e ormai cult, madre di un genere videoludico definito “souls-like” e che molti nel corso degli anni hanno provato ad emulare, alcuni fallendo, altri avvicinandosi alle sensazioni che hanno contribuito a rendere grande l’opera di From Software, ormai a 10 anni dalla sua release.


     

    AND THEN, FROM THE DARK, THEY CAME

    Parlare della trama di Dark Souls è davvero complicato, specialmente perché, oltre ad essere piuttosto articolata, viene esplicitata al giocatore per vie quantomeno insolite. Gran parte di essa viene infatti narrata attraverso le descrizioni degli oggetti di gioco, ottenibili dal giocatore in diverse modalità all’interno dell’avventura e anche da personaggi non giocabili disseminati qua e là per gli angoli di Lordran, pronti a parlarvi di loro, del loro viaggio e delle loro intenzioni. Tuttavia, almeno all’inizio, ci si ritrova davanti ad un classico “spiegone” del mondo di gioco in cui siamo immersi, la terra di Lordran. Il mondo, nei tempi più antichi che si possano ricordare era un posto oscuro, avvolto da nebbia e ombre, dominato da creature antiche ed eterne che vivevano in libertà, i draghi. Un giorno la Fiamma primordiale, misteriosamente, si accese generando il dualismo che avvolge il mondo, dando vita a luce e buio, bianco e nero, vita… e morte. Dall’oscurità emersero i Lord, rimasti sopiti per lungo tempo, finché quattro di essi usarono il potere di quattro grandi anime, raggiungendo lo status di divinità: Gwyn, il Signore della Luce, Noto il re Tombale e la Strega di Izalith insieme a tutte le sue figlie. Ultimo, ma non meno importante il Nano furtivo che sembrava però, aver trovato un’anima particolare, diversa tra tutte, l’Anima Oscura (Dark Souls). Ebbe inizio un regno di pace, istituito subito dopo la sconfitta dei draghi inflitta appunto dai Lord che, aiutati da Seath il Senzascaglie (un drago traditore della sua specie), posero fine al controllo degli esseri eterni su quel nuovo mondo che stava per nascere. La Fiamma però era destinata a spegnersi e nonostante i tentativi di Izalith di ricreare la Fiamma primordiale per donarle nuova vita, poco restava da fare. Tuttavia Lord Gwyn decise di abbandonare il suo esercito ed il suo ruolo di regnante di Lordran per sacrificarsi al fine di diventare combustibile per la Fiamma primordiale e consentirle di ardere ancora, per chissà quanto tempo. La storia di questo primo capitolo è ambientata 1000 anni dopo le vicende appena narrate, quando un portatore del Segno Oscuro, il nostro non-morto protagonista dovrà farsi strada attraverso il regno di Lordran e scegliere se portare avanti gli ideali di Lord Gwyn o se lasciare che la Fiamma si spegna, gettando nuovamente il mondo nell’Era dell’Oscurità.


     

    FALÓ, ANIME, LIVELLI, INCANTESIMI, EQUIPAGGIAMENTI E… ALTRO?

    Come un vero RPG che si rispetti, tutto inizia dalla creazione di un personaggio che, in base alle sue caratteristiche potrà facilmente diventare qualsiasi cosa il giocatore desideri, muovendosi attraverso l’arte della spada o lanciando magie e miracoli. All’inizio del gioco infatti potremo scegliere le origini del nostro personaggio, modificarne il volto e l’aspetto fisico, dargli un nome e scegliere la classe ed il dono di inizio viaggio che più preferiremo. Le classi iniziali sono 10 e ognuna di esse è caratterizzata da un particolare equipaggiamento e da una diversa distribuzione dei punti caratteristica. Guerriero, cavaliere, viandante, ladro, bandito, cacciatore, stregone, piromanie, chierico e discriminato sono le categorie alle quali potrete scegliere di appartenere. Ciò non toglie che, ovviamente come detto prima, durante il vostro percorso da non-morto potrete scegliere di spendere dei punti caratteristica tali da rendere il vostro protagonista un personaggio eclettico, capace di usare la spada ma anche, ad esempio, la piromanzia. Potrete infatti scegliere come spendere i vostri abilità, a patto che doniate ai falò un determinato quantitativo di anime. Più alto sarà il vostro livello, più anime saranno necessarie per aumentarlo. Di fondamentale importanza saranno i sopracitati falò, punti di ristoro in cui il giocatore potrà compiere diverse azioni tra cui, appunto, aumentare di livello, ravvivare la fiamma al costo di un’umanità (oggetto che vi consentirà di tornare umani e aggirare la vostra condizione di non-morto), tornare umani o armonizzare incantesimi, ripristinare le vostre fiaschette di Estus (pozioni curative) e non meno importante, salvare la partita. Vi è inoltre un’altra possibilità che non possiamo scrivere per non incombere in un grosso spoiler. Le anime raccolte dai nemici sconfitti serviranno come combustibile dei falò e vi consentiranno di aumentare di livello ma anche di acquistare oggetti, miracoli, magie e addirittura equipaggiamenti dagli npc che incontrerete nel corso della vostra avventura. Vi assicuriamo che avrete modo di spendere le vostre anime nelle maniere più disparate ed efficaci possibili, rinforzando il vostro equipaggiamento, le vostre armi e il vostro non-morto. Gli npc, inoltre, potranno fornirvi equipaggiamenti, magie e miracoli extra man mano che riuscirete ad avanzare con le loro quest, per cui prestate molta attenzione e cercate di immergervi appieno in un mondo di gioco che è articolatissimo e non privo di sorprese. Durante l’esplorazione, tuttavia, non prendete nulla alla leggera e ricordatevi che potrete essere soggetti ad invasioni, anche piuttosto cattive da parte di npc e giocatori veri e propri, qualora decideste di giocare online. Ci vorrebbero pagine e pagine per raccontarvi il variegato sistema di gioco di Dark Souls e anche avendocene a disposizione si finirebbe comunque per tralasciare qualcosa. Il consiglio dello Staff di Console & Mania è quello di immergervi anima e corpo all’interno di questa avventura e di giocare di ruolo, proprio come nelle sessioni migliori di D&D. Sappiate comunque che, al contrario del suo predecessore spirituale, Demon Souls, il mondo di gioco non è suddiviso in livelli ma è completamente esplorabile senza caricamenti di sorta e non ha un Nexus in cui tornare per scegliere la via da affrontare.


     

    PIÚ BELLO, PIÚ COMPLETO, PIÚ CATTIVO

    Fino a questo punto abbiamo parlato di Dark Souls, così come lo conosciamo, bello e non invecchiato di un solo giorno. Tuttavia, almeno sotto il punto di vista grafico si sentiva il bisogno di dare una rinfrescata ad un titolo comunque già validissimo e più che al passo coi tempi nelle sue versioni Playstation 3 e Xbox 360. La remastered arrivata nei negozi e negli store digitali il 24 maggio 2018 ha contribuito a smussare diversi aspetti grafici ormai “obsoleti” e a rendere Lordran uno spettacolo per gli occhi. Niente sembra cambiato, perfino i comandi sono rimasti quelli di un tempo, con i loro pregi e difetti. Questa remastered ha comunque fatto miracoli soprattutto dal punto di vista del frame rate, fisso a 60 fps, perfino nelle sezioni di gioco più affollate e in quelle da incubo come la Città infame che, all’epoca, raggiungeva picchi di frame rate in negativo davvero impegnativi e limitanti. Fortunatamente l’obiettivo di questa remastered è stato quello di portare questo primo capitolo ad un livello quanto più simile a quello raggiunto con Dark Souls 3, il capitolo finale della trilogia ideata da Hidetaka Myiazaki. Sotto il punto di vista delle texture, alcune di esse sono state ridefinite con particolare attenzione, altre invece risultano ancora come delle sbavature che, onestamente, non riusciamo a comprendere come mai non siano state ritoccate con più cura. Ciononostante il mondo di Lordran risulta sicuramente più bello e più fluido. Un lavoro degno di nota è stato fatto con le ambientazioni in generale e con un sistema di illuminazione migliorato e adesso molto più coerente col mondo di gioco in relazione al nostro protagonista non-morto. Insomma, a conti fatti, il lavoro svolto su questa remastered è sicuramente di pregio ma lascia un po’ con l’amaro in bocca il fatto che alcuni dettagli siano rimasti intaccati, lasciando trasparire una pigrizia di fondo inspiegabile. Un altro aspetto comunque degno di nota è sicuramente l’implementazione nel sistema multiplayer di server dedicati, capaci di risolvere i problemi di matchmaking, di evocazione e di invasione. Questa remastered, vi ricordiamo, include il dlc dedicato al cavaliere Artorias, ampliando l’esperienza di gioco e regalando ai videogiocatori la possibilità di scoprire nuove aree assenti nella versione originale di Dark Souls e affrontare nuovi nemici, nuovi boss e scoprire di più sulla trama di questo capitolo.


     

    IN CONCLUSIONE

    Dark Souls è un gioco talmente famoso e talmente chiacchierato da non aver davvero bisogno di presentazioni. Ha istituito un genere destinato a perdurare nel tempo, capace di dettare gli standard per l’industria videoludica dal 2011 fino ad oggi e per chissà quanto tempo ancora. Se siete dalla parte di chi lo ama, non avrete difficoltà nel capire quali siano i suoi punti di forza e le sue peculiarità e di sicuro non avrete bisogno di un consiglio sull’acquisto della versione remastered. Se invece fate parte di quella parte di pubblico che non ha mai superato il trauma del Demone del Rifugio e le continue morti subite a causa di trappole, geodeta particolarmente ostici o -semplicemente- nemici che non avete saputo affrontare, vi invitiamo a dare una possibilità a questa remastered e immergervi in un mondo vastissimo come quello di Lordran e perché no, a godervi anche solamente la sfida del gameplay qualora non vi interessassero le vicende legate alla Fiamma primordiale. Vi perdereste gran parte dell’esperienza, certo, ma vi assicuriamo che la forza di un titolo come questo è quelle inaspettata di riuscire a coinvolgere anche solamente per puro gusto di giocare ad un titolo avvincente e divertente sotto tutti i punti di vista.

    justsasss, 2021-04-26 15:55:12 +02:00
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